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Album
L’album è un viaggio emozionale che attraversa affetto, nostalgia, quotidianità, paura, ironia e poesia.
È un disco profondamente umano, costruito con linguaggi diversi – italiano, napoletano e passaggi quasi narrativi – ma unito da una costante: la sincerità.
Il filo conduttore è la memoria e l’affetto.
Molti brani sono dedicati al ricordo di persone amate, alla distanza, ai legami che resistono al tempo.
« Io non dimentico » e « Quando si fa sera » sono due pilastri del disco: malinconiche ma delicate, parlano di gratitudine, fragilità e della forza dei sentimenti autentici.
I brani in napoletano (« Nun me guarde chiù », « Resta cu’mee », « Tutte ’e cose ») ancorano l’album alla tradizione, all’intimità domestica e a una lingua che non è solo un modo di parlare, ma un’identità.
Si trovano passione, tenerezza, gelosia, senso di appartenenza e un amore vissuto senza filtri.
« Oh mamma il gallo » rompe la tensione emotiva con un racconto surreale, quasi come un piccolo pezzo teatrale, in cui animali e uomini diventano personaggi al tempo stesso divertenti e inquietanti. È un momento di respiro che amplia la tavolozza emotiva del disco.
« Prova a indovinare » porta una ventata di gioia e fascino. È un brano di pura idealizzazione: la donna diventa luna, stella, fiamma, ispirazione.
« Su quel treno » evoca le distanze inevitabili, gli incontri che restano nel cuore e il tempo che porta via ma non cancella. È uno dei brani più cinematografici: lo si vede quasi scorrere come una scena di un film.
« Tutte ’e cose » è una dichiarazione d’amore per Napoli: vivace, ampia, profumata, musicale, indimenticabile.
Il brano chiude l’album come un ritorno alle origini: dopo le emozioni personali, si torna alla città che dà senso a tutto.
